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mercoledì 18 settembre 2019

FRANTIC FEST 2019: Live Report


 

Le terze volte sono spesso delle conferme, o delle definitive bocciature. Organizzare un festival open air del genere, in Italia, coincide spesso e volentieri con la seconda, e i motivi sono vari: mancanza di voglia dovuta a vari fattori, far suonare sempre e comunque le solite band che girano nel mondo underground e non da anni e anni, rimanere ancorati al passato e lamentarsi di fare ogni anno sempre meno e meno paganti. Bene, per quanto riguarda il Frantic Fest, giunto alla terza edizione, siamo decisamente nel primo caso. Personalmente ho vissuto, bene o male, tutte e tre le edizioni del festival abruzzese, che ha portato negli anni al sud Italia band del calibro di Slapshot, Grave, Igorr, Enslaved, Aborted e chi più ne ha più ne metta. Ed è mia opinione, e come ho potuto verificare di gran parte dei partecipanti all’evento, che il Frantic Fest sia diventato e si sia confermato come miglior festival Open Air non solo del sud Italia, ma di tutto lo stivale.
Certo, ci sono delle pecche, nessuno è perfetto, ma contando che nell’arco di sole tre edizioni si sia migliorato in maniera esponenziale tutto il pacchetto festival, c’è speranza e convinzione che nelle prossime edizioni tutti si sistemi e vada per il meglio. Per quanto il festival sia incredibilmente vivibile e a dimensione d’uomo, forse alcune scelte (la nuova zona campeggio, il numero dei bagni chimici, la posizione di alcuni stand) sono un po’ rivedibili. Ma come è già stato detto, e contando che la risposta del pubblico aumenta in maniera esponenziale edizione dopo edizione, sono delle piccole pecche tranquillamente correggibili, e hanno influito in maniera marginale sulla riuscita finale del festival. Inoltre, cosa da non sottovalutare mai, gli orari sono stati rispettati al secondo, cosa sempre più rara sul suolo italiano.
Detto ciò, dopo aver fatto le dovute critiche, passiamo ai motivi che hanno reso il Frantic Fest una garanzia e un punto di incontro per gente proveniente letteralmente da tutta Italia.

mercoledì 22 maggio 2019

ROADBURN 2019: Live Report 2

Sì, quest'anno vi beccate doppio live report del Roadburn. Non è che ci teniamo a farvi soffire, Seba ha coperto più concerti ed è sicuramente più approfondito ed analitico di me nel suo report.
Visto che però qualcosina di diverso l'ho vista anche io e che la sua era anche la prima volta al Roadburn, pensavamo sarebbe stato interessante avere  due diversi POV sul festival.
Premesso ciò, prima di passare al live report vero e proprio, alcune considerazioni:
- addio Het Patronaat: ultima edizione del festival in cui sarà presente questo suggestivo palco, altrettanto famoso per le lunghissime code che si formavano al suo esterno.
- apprezzatissima l'introduzione dei bicchieri riutilizzabili, ma non è inutile se dai comunque la possibilità di prendere le bevande in plastica?
- dopo aver applaudito finalmente alla localizzazione del merch in unico posto a partire dalla scorsa edizione, non ho potuto fare a meno di notare che quest'anno a) il merch di alcuni gruppi non è mai apparso, e non credo a causa di assenza dello stesso, ma per un'attenzione molto carente da parte degli addetti, probabilmente anche perchè in numero non sufficiente a gestire la mole di materiale b) i prezzi erano davvero esagerati, con picchi mai raggiunti nelle scorse edizioni.
Ma passiamo alla musica.

mercoledì 15 maggio 2019

ROADBURN FESTIVAL 2019: Live Report


 

Prima di iniziare questo live report vorrei mettere in chiaro quattro cose:
  • Si è trattato del mio primo (e sicuramente non ultimo) Roadburn festival, le aspettative erano alte e la carica era papabile da due mesi prima dell’effettivo viaggio verso Eindhoven.
  •  Ho sempre visto il Roadburn, da fuori, come un vero e proprio paese dei balocchi per chiunque bazzicasse il tipo di generi proposti, e dopo i quattro giorni e mezzo passati a Tilburg posso smentire la mia aspettativa. È stato molto di più.
  • Non voglio parlare dei concerti analizzandoli nel dettaglio delle setlist e parlando di ogni canzone. Sono del parere che se un live merita, lo fa per intero. Quindi non aspettatevi, a parte dovute menzioni, un’analisi pezzo per pezzo, ma dell’intero set.
  • Per dovere di cronaca, devo ammettere che alcune sensazioni potrebbero essere state ampliate dall’uso di sostanze che in Italia sono considerate stupefacenti, ma mi raccomando: "La droga fa male, non drogatevi e restate a scuola” – Al Cisneros.

lunedì 31 dicembre 2018

VVITCH FESTIVAL: Circolo Magnolia 25/11/2018 (Live Report)


Un uggioso pomeriggio autunnale milanese fa da cornice a uno degli eventi più interessanti di questo 2018 concertistico italiano, il VVitch Festival, conclusione in pompa magna di una serie di live iniziati a settembre che hanno visto esibirsi nomi di tutto rispetto della scena underground.
Un evento che già in partenza prova a sfidare il notoriamente ritardatario pubblico italiano iniziando (viste le sette band previste dal cartellone) alle 14:30.

mercoledì 5 settembre 2018

SAGRA DEL DIAVOLO: Galatone 18/08/2018 (Live Report)

Se solitamente l'estate salentina è inevitabilmente associata al triste binomio pizzica/dancehall, non si può che accogliere con piacere un appuntamento che che da ormai sette anni prova a differenziarsi dalla massa dei solti eventi.
La nuova edizione della Sagra del Diavolo presenta quest'anno nell'arco dei tre giorni del suo svolgimento una giornata imperdibile per tutti gli appassionati di heavy psych, non fosse altro che per la presenza dei padrini assoluti della tanto amata scena di Palm Desert, gli Yawning Man.
Il tutto nella bella cornice offerta dal B&B La Seta Rossa, che tra gli stand dei vari artigiani locali presentava anche opere realizzate da artisti del posto, giusto per dare all'evento quel qualcosa in più rispetto ad una normale rassegna di concerti.

venerdì 8 giugno 2018

ROADBURN FESTIVAL 2018: Live Report

L'edizione 2018 del Roadburn verrà sicuramente ricordata da tutti i presenti per un elemento assolutamente insolito per la kermesse olandese: il caldo.
Abituati al grigiore primaverile tipico di Tilburg, è stata una piacevole sorpresa trovarsi immersi in una quattro giorni soleggiatissimi, secondo i più portati direttamente dalle spiagge californiane dal San Diego Takeover, ovvero la pacifica invasione delle numerose band che costituiscono l'attuale scena psichedelica californiana (Earthless su tutti, ma anche Harsh Toke, Joy, Sacri Monti e via dicendo) e che ha di fatto animato le nuove apprezzabilissime location del festival. Ma andiamo per gradi.

giovedì 8 marzo 2018

AMENRA + BORIS: MONK Roma 01/03/2018 (Live Report)

Ero a casa quando a Novembre mi è apparso davanti l’annuncio del tour europeo degli Amenra, che il sottoscritto aspettava da tempo e che non aveva mai visto. Come ciliegina sulla torta, ho letto il nome “Boris” come co-headliners, uno dei gruppi più eclettici degli ultimi 20 anni, e di cui mi avevano sempre detto un gran bene in sede live.

Fomentato, già da subito ho prenotato tutto e ho aspettato di potermi godere la serata del 1 Marzo come si deve. Arrivato in una inaspettatamente calda Roma, in serata mi sono diretto al Monk, locale che non avevo mai visitato prima e che ero altrettanto curioso di vedere. L’ingresso è stato bene o male puntuale, e sin da subito mi sono recato davanti al palco per potermi godere il concerto in prima fila.

venerdì 8 settembre 2017

2DAYS PROG+1 FESTIVAL: Veruno 01/09/2017 (Live Report)

E’ venerdì, il cielo è coperto da grossi nuvoloni, sono giorni che promette uno di quei corposi temporali di fine estate, ma tutto tace. Mi avvio verso Veruno, circa una mezz’oretta di strada da casa mia, nel pieno della campagna novarese, tra laghi, risaie e terre del vino. 
Arrivo in paese e mi trovo davanti a transenne cartelli che parlano chiaro: il Ver1 2Days Prog + 1 Festival inizia oggi. 
Parcheggio appena fuori dal centro abitato e mi avvio verso la piazzetta della Biblioteca. Un muro di suono mi assale, sono i Comedy Of Errors, band neo-prog inglese attiva da più di trent’anni. La band dimostra ancora di avere un bel po’ di cose da dire, con brani lunghi dai testi complessi e virtuosismi musicali impeccabili. La folla, con una forte componente anglofona e francofona, apprezza lo show, che si conclude con Joe Cairney che canta passeggiando tra il pubblico. 
Il cielo brontola e butta qualche lampo, ma per ora ancora non piove. Il tendone del merchandising è pieno di gente che spulcia tra i vinili, qualche appassionato chiede foto e firme.

giovedì 3 agosto 2017

MAGNOLIA STONE FEST: Circolo Magnolia 01/08/2017 (Live Report)


Un’atmosfera decisamente californiana quella di ieri sera al Circolo Magnolia (MI), il Magnolia Stone 2017 parte proprio col piede giusto. E’ il mio primissimo live report per Dommabbestia e “per non fare tardi forse ho cantato da dio” alle 19 sono già sotto palco. 
Il caldo torrido e le zanzare non hanno fermato gli amanti del genere che si riversano in massa nel parco del locale ed è subito un po’ Palm Desert anni 70, quando il rock psichedelico la faceva da padrone: jeans a zampa, cappelli colorati, stivali di pelle, addirittura un kilt. La gente ride, beve birrette sulle sdraio, freme in attesa dei live. C’è una coppia con dei bambini, ci sono dei ragazzi in trasferta da lontanissimo, un variegato insieme di persone di tutte le età a creare un clima davvero da festival.

venerdì 21 luglio 2017

GOD IS AN ASTRONAUT: Eremo Club 11/07/2017 (Live Report)

È da tempo che voglio vedere i God is an Astronaut live, e mai ero riuscito a cogliere l’occasione per la trasferta. Così, se la montagna non viene a Maometto, Maometto va alla montagna. Boom. Viene annunciato il tour italiano del gruppo irlandese, con un’unica data al sud Italia a pochi km da casa mia. Inizialmente credo sia uno scherzo, come è possibile che un gruppo del calibro dei God is an Astronaut possa venire qui? Man mano le prove confermano la veridicità del fatto, e per due mesi non vedo l’ora che questo fatidico 11 Luglio arrivi, facendo partire ringraziamenti e benedizioni alle organizzazioni: Rockcult, A Desert Odyssey, Karma Conspiracy e Hellfire. In più il posto designato è l’Eremo Club, una delle venue più interessanti del circuito barese, non nuova a determinate serate ma neanche così abituata.
Bene, dopo aver vissuto l’intera settimana in funzione del concerto (complice anche l’aver finito la sessione estiva), arriva il fatidico giorno.
L’apertura dei cancelli avviene alle 20.30, e subito ci si fionda all’interno dell’Eremo che offre un vastissimo prato (dove è montato un piccolo palco per i tre gruppi di apertura) e una location “interna” più grande che ospiterà il gruppo irlandese. Subito si nota la vicinanza con il mare, che rende il tutto più vivibile e poetico.

lunedì 10 luglio 2017

ULVER: Labirinto della Masone 03/06/2017 (Live Report)

GARM
Non ero mai stato al Labirinto della Masone (il più grande labirinto al mondo), un posto incantato che si trova nei pressi di Parma (località Fontanellato), un posto in cui il tempo sembra essersi fermato, in cui confluiscono non solo i richiami  musicali, ma anche quelli artistici a 360gradi visto che il Labirinto ospita una collezione d'arte, una biblioteca ed è la sede della casa editrice di Franco Maria Ricci. Se poi ti permettono, come in questo caso, di fartelo visitare di notte, con poche torce e la luna a guidarti in un’escursione unica nel suo genere, allora potrai raccontare di aver assistito a qualcosa di magico. 
La passeggiata notturna ci  porta all’altezza della piramide posta dietro al palco dal quale suonerà la band. La piramide è una cappella che sancisce il legame che c’era in tempi antichi fra i Labirinti e la fede, sacro e profano si incontrano e si scontrano innalzando il livello sensoriale ai massimi livelli.
Non poteva esserci luogo più bello per accogliere una band altrettanto unica come gli Ulver. I norvegesi d'altronde sono una di quelle band talmente amate in ambito underground che la maggior parte dei fans della prima ora (quelli che li idolatravano come band Black Metal) sono ancora tutti presenti (o quasi), nonostante l'evoluzione incessante che li ha portati ad essere oggi una band di colto Synth Pop, oscuro, malinconico e dalle tinte gotiche.


LA TRACKLIST DEL LIVE
Posto proprio ai piedi della piramide, come vi dicevo poc’anzi, il palco si erge remissivo, quasi intimidito dalla grandezza che lo circonda. Ad accompagnare i Lupi norvegesi ci pensa l'isolazionismo sonoro di Stian Westerhus che viene accolto timidamente dal pubblico delle grandi occasioni presente in massa al Labirinto. Un’esibizione breve e scarna, un antipasto che scalda i motori per gli Ulver, mattatori incontrastati, band unica, enorme, che ci regala una prova sontuosa ed elegante, pregna di uno spessore emotivo straniante. Reduci dallo straordinario The Assassination of Julius Caesar, i nostri ci ripropongono per intero il disco al cospetto di una splendida luna che sembra essersi affacciata in quello spicchio di paradiso per assistere alla prova di Garm e soci. Le canzoni si susseguono con audacia, legate le une alle altre da un invisibile filo rosso che abbraccia tutte le anime presenti portandole alla divinazione dei sensi. Gli Ulver continuano ad essere un’anomalia all’interno del panorama Metal, un’anomalia che accomuna fans delle più disparate estrazioni musicali che alla fine se ne vanno soddisfatti e appagati, consapevoli di aver assistito ancora una volta alla magia dei Lupi norvegesi. 
Un ringraziamento speciale va ad Orsola, dell'ufficio stampa del Labirinto della Masone. 



Video live a cura di: Rumore Magazine

mercoledì 5 luglio 2017

SOLOMACELLO FEST 2017 (Live Report+Intervista)

Circolo Magnolia, Segrate. Ringrazio Antonio Cassella per le squisite foto. 

Il mondo del black metal ormai da tempo ha preso delle insospettabili e diversificate derive stilistiche, e orde di Berserker hanno affilato le proprie lame e marciato verso la porta della gloriosa Asgard per difendere il sacro metallo. Ma evitando ogni sorta di elitismo o pensiero estremista, lascio ai social network l'arduo compito di fare un'approfondita analisi sull'argomento "hipster black metal" e mi avvio verso il SoloMacello Fest AKA il consueto tentativo milanese di boicottare l'Estate. 

L'apertura della serata è affidata a due band milanesi: prima il crust/sludge e i riverberi apocalittici dei Calvario, poi le melodie post-core soffocate da riff opprimenti dei La Fin. Nella mezz'oretta concessa a ciascuno impostano dei live crudissimi ed infuocati nonostante lo scarso pubblico (probabilmente a causa delle temperature tropicali). 


Calvario

La Fin


venerdì 26 maggio 2017

SONIC RITUAL FEST (Live Report) Ravenna, Bronson, 19/05/2017

Nella tarda serata di venerdì a Ravenna e ad Atene è stato avvertito un movimento tellurico che ha scosso le fondamenta delle due zone colpite: non si è trattato di un sisma sprigionato dalle viscere della Terra, ma di un raduno musicale chiamato Sonic Ritual Fest, organizzato in contemporanea nelle due location dall'immensa Heavy Psych Records. Sotto il Partenone le band di punta erano Duel e Yawning Man, mentre il piatto più gustoso è toccato alla Romagna, con l'esibizione di alcune tra le band più esplosive della scena: Ecstatic Vision, Giobia e The Cosmic Dead. Di seguito la cronaca degli eventi e il bilancio delle vittime di questo terremoto sonoro.

lunedì 22 maggio 2017

ROADBURN FESTIVAL 2017: Live Report

Un’altra edizione del Roadburn è finita: lasciare Tilburg dopo averne fatto la propria casa per cinque giorni è sempre una pugnalata al cuore, mitigata dall’unica certezza che l’anno successivo sarà possibile replicare ancora una volta l’esperienza.
Lasciamo perdere inutili discussioni su quanto i cartelloni di altri festival europei del "settore" fossero migliori quest’anno, l’esperienza unica del Roadburn non dipende solo da quello: l’aria che si respira alla manifestazione olandese non ha pari e ogni concerto visto rappresenta sempre un’eccellenza di qualità artistica e professionale, che si tratti del main stage come dei palchi più piccoli. Un festival che vede la presenza di artisti così diversi tra loro è senza alcun dubbio un tesoro da preservare e non c’è che da essere grati per l’enorme varietà di suoni che è possibile sperimentare. I migliori concerti del Roadburn poi sono sempre quelli inaspettati e che permettono di allargare i propri orizzonti musicali. Inutile dire poi che, visti gli oltri 100 eventi in programma, l’esperienza di ogni spettatore è assolutamente personale e unica, giusto per aggiungere un ulteriore utile tassello alla comprensione della grandezza di questo appuntamento.

martedì 9 maggio 2017

1000MODS: Repeated and Exposed To (Live Report) Bisceglie, Open Source, 07/05/2017

Tempo fa fui sorpreso quando notai che i 1000Mods avrebbero chiuso il loro lunghissimo tour europeo, dopo essere stati presenti, tra le altre date, ai Desertfest di Londra e Berlino e al nostrano Tube Cult Fest, a Bisceglie (BA), a qualche km da casa. Tuttavia stiamo comunque parlando di un circolo Arci, l’Open Source, che ultimamente si sta dando da fare per portare proposte qualitativamente alte nel nord barese. Detto ciò non mi sono fatto sfuggire la possibilità di godermeli live, sperando di tornare a casa soddisfatto con qualche sano fischio nelle orecchie e la desolazione tipica da frequenze basse troppo presenti. Così è stato, anche grazie ai due locals che hanno aperto questa serata creando due ottime variazioni del tema stoner/doom che hanno intrattenuto l’affluente pubblico per tutta la durata del concerto. Una menzione a parte merita l’organizzazione, Bat Awakening, che ormai da anni sta alzando di molto l’asticella riuscendo a proporre vere e proprie sicurezze e a lanciare gruppi locali, insieme a tantissime altre organizzazioni presenti a Bari, tenendo viva la scena, come per dire “Ci siamo anche noi in Italia”. E finalmente il paese se ne sta accorgendo. Detto ciò, arrivato qualche minuto prima dello start, sono riuscito a godermi tutti i gruppi dall’inizio alla fine.

lunedì 9 maggio 2016

ROADBURN FESTIVAL: le impressioni di un neofita

Roadburn: una parola che per ogni appassionato di underground evoca l'Evento per eccellenza, un appuntamento annuale assolutamente imperdibile con le sonorità che costituiscono l'alimento primario della nostra vita da ascoltatori.
Pur avendone sentito parlare sin dai miei primi timidi ascolti, non avevo mai avuto la fortuna di recarmi in prima persona a quella che più di una persona mi aveva sempre descritto come la kermesse più bella del mondo. Una lacuna che ho finalmente colmato lo scorso aprile constatando come le iperboli erano assolutamente giustificate. , Nonostante due Desertfest (a Berlino), un Freak Valley e uno Stoned from the Underground, niente avrebbe mai potuto prepararmi ad un tale caleidoscopio di emozioni, destinato a concludersi inevitabilmente in un'infinita tristezza per la sua conclusione, alleviata soltanto dalla certezza che di un'edizione successiva.

venerdì 13 novembre 2015

UP IN SMOKE FESTIVAL 2015: Day 2 (Live Report)

03-10-15
Inizio ore 13.30. A spalancare le porte in quest'ultima giornata ci pensano: Space Fisters e Sun And The Wolf. Sfortunatamente non arrivo in tempo per poterli vedere, nel frattempo mi informo sulla perfomance dei Karma To Burn persa la sera prima. Le voci che girano mi chiarificano le idee: "sono stati magnifici oltre ogni aspettativa." non ho ancora avuto modo di vederli con il nuovo bassista ma quanto pare è un colosso.

UP IN SMOKE FESTIVAL 2015: Day 1 (Live Report)

Credo sia veramente difficile concretizzare in un reportage obiettivo, un'esperienza importante come può essere un festival, vissuto personalmente in cui i gusti personali non dovrebbero influenzare troppo;
Tentando comunque in questa impresa ecco qua il risultato, delle due giornate all'Up In Smoke Festival (2-3 Ottobre 2015)

Buona Lettura!!!

02-10-15
Dopo 6 ore circa di macchina e madonne variegate causa deviazione in autostrada, arrivo in ostello, giusto il tempo di metter giù la valigia e fare check-in alla velocità della luce e si parte verso Pratteln, la piccola cittadina a circa 15 km di strada statale da Basilea (dove alloggio) è la sede in cui si trova il Konzertfabrik Z7; una struttura enorme adibita esclusivamente ai live, composta da due stage, uno esterno che ricorda quasi una piccola arena essendo in discesa, ed uno interno mastodontico, dominato dal nero sulle pareti e da un palco che occupa totalmente l'estremità del locale, sul bancone di uno due bar presenti trovo una fanzine e vedo che ogni giorno della settimana sono programmati concerti di ogni tipo, realizzo di essere in luogo speciale. Una mecca della musica è la parola giusta per poterlo definire degnamente.

martedì 13 ottobre 2015

MONOLORD: Over Europe (Live Report) Roma, Traffic. 05/10/2015

 Una serata calda abbraccia Roma, sono le dieci passate e un timido venticello cammina per le vie annoiate della periferia, è il 5 Ottobre ma il freddo cerca ancora di scappare dalla capitale. Mi avvio in una buia stradina che porta ad un cancello spalancato, c'è poca gente davanti a me, mi domando il perchè, siamo in una città con milioni di abitanti, stasera suona una delle band doom più disarmanti che io conosca - i Monolord - e ci sono dinanzi a me non più di 20 persone? mentre pago il misero prezzo d'ingresso - 7 euro - mi domando se l'evento sia stato pubblicizzato poco e male o se la gente sta iniziando davvero a non andare più ai concerti, stanchi pantofolai di una generazione sempre più alla deriva. Che molti non capiscano un granchè di musica è risaputo, ma ultimamente una carestia preoccupante di presenze mi allarma oltremodo. Mentre continuo a pormi domande delle quali non avrò mai una risposta, mi accorgo di essere già all'interno del locale, semideserto ovviamente.

La prima band, i Nineleven, hanno già suonato e si apprestano ad intrattenere i pochi presenti gli italianissimi Riti Occulti. Indeciso se prendermi una birra o andare subito al corner del merchandise, ovviamente opto per entrambe le cose e chiedo al barista - confinante al corner - di prepararmi una birra mentre mi appresto a comprare il poster dell'evento e una toppa da regalare ad una mia amica, é a quel punto che spunta Thomas Jager, voce e chitarra degli svedesi, visibilmente annoiato da una serata che stenta a decollare, accetta di buon grado di firmare i miei vinili da collezione e il poster e mi confida che spera ci sia qualcuno stasera davanti a cui suonare.  Mika ed Esben, rispettivamente basso e batteria della band, li incontro subito fuori, mi invitano nel backstage a prendere una birra, sono ragazzi davvero gentili e disponibili, oltre che essere dei musicisti straordinari.

lunedì 12 gennaio 2015

LIVE REPORT: Ufomammut + Grime + Hyperwülff @Lo-Fi 27/12/2014

27 Dicembre, Milano;
Una giornata di neve e foschia, quella che ci accompagna verso l'ultima serata per quel che riguarda i live dell'annata 2014 all'arci Lo-Fi di Milano zona stazione Rogoredo. Gremito di persone accorse un pò da tutta Italia per godersi una serata che sembra quasi porre in cornice una fotografia simbolica e generazionale dell'underground metal a partire dall'apertura, affidata agli Hyperwülff, duo di Bologna formatosi proprio in quest'anno, a seguire i Grime in campo dal 2010, portabandiera dello sludge Italiano specialmente all'estero, fino ad arrivare alla band in cima alla scaletta,oramai  diventati punto di riferimento per quello che è il doom qua in penisola ovvero gli Ufomammut, il tutto servito su di un piatto d'argento, in un'unica intensa nottata.
Inizio concerti ore 22.30 trovo scritto sul foglio all'entrata, lo leggo mentre pago aspettando di essere marcata con il timbro "Urgente".  Fin da subito noto un'incredibile  varietà di persone, facce nuove e volti già visti, fasce di età di ogni tipo, i ragazzi dietro al bancone bar lavorano senza sosta. Allestiti vicino al mixer ci sono i tavoli del merchandising delle varie band e non manca nemmeno il gustoso banchetto di Solo Libri/Vinili, croce e delizia di ogni appassionato di dischi, una varietà incredibile di vinili, di cui alcuni piuttosto difficili da reperire...non mi avvicino troppo perchè ne potrebbe risentire il  mio stato economico (seriamente).
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