Visualizzazione post con etichetta Atmospheric Sludge Metal. Mostra tutti i post
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martedì 8 settembre 2020

VILE CREATURE - Glory, Glory! Apathy Took Helm! (Review)

Doom/Atmospheric Sludge
Ok, diciamolo da subito: ho un grosso, grosso debole per le formazioni a due elementi. E per le band che riescono ad essere auto-ironiche pur conservando una ricercatezza fuori dal comune, nella musica e nei testi. Ora che abbiamo di fatto descritto i Vile Creature, veniamo a noi.

domenica 24 maggio 2020

OCEAN CHIEF: Den Tredje Dagen (Review)

SLUDGE METAL
Sludge, grasso, tondo, doomy, oscuro, pestante sludge!
Gli Ocean Chief sono svedesi, suonano e fanno dischi da tanto tempo ma rimangono sempre fedeli alla linea, fedeli a quel filone slabbrato, branchia marcia del più blasonato doom.

martedì 21 aprile 2020

DWAAL: Gospel of the Vile (Review)

"Slow, heavy, depressing atmospheres since 2014".
DOOM/SLUDGE
Bisogna dire che i Dwaal, sestetto di Oslo votato al culto del valvolare, sanno descriversi bene.
Il loro sound si trova in quel delizioso e ben noto incrocio musicale tra il doom, lo sludge ed il post-metal; i sei norvegesi sanno creare, al di là di un muro di suono compattissimo, atmosfere cupe ed ancestrali. 
Gospel of the Vile riassume la claustrofobia dissonante dei Neurosis con le melodie minimaliste (che rivestono sempre una certa importanza) e le atmosfere avvolgenti dei migliori Cult of Luna/YOB.

venerdì 21 febbraio 2020

CRANIAL: Alternate Endings (Review)

POST METAL
Karpatia degli Omega Massif fu un pugno in piena faccia, un mastodonte impenetrabile e scurissimo che rinvigoriva di non poco la formula Neurosis/Isis/Cult of luna con punte di personalità non indifferenti. Purtroppo quell’abbaglio durò poco, dissolvendosi in una meteora che adesso, da un pò di anni, vede in questi Cranial il punto di rinascita, forte della presenza nelle proprie file dell ex Massif Michael Melchers.

mercoledì 8 gennaio 2020

LAMBS ‡: Malice (Review)

SLUDGE-BLACK-CORE
Italianissimi e incazzati neri. Questi sono i Lambs. 
Apparsi nel 2015 con l’EP Betrayed from Birth tornano nell’appena trascorso 2019 con questo primo full lenght, Malice, forte di un suono più ruvido e distruttivo che in passato, passati dalla Drown Within Records alle braccia dell’Argonauta Records. 
Provenienti dalle luride cantine di Cesena, i Lambs assaltano i nostri, si spera, già ben allenati timpani con un suono che richiama il post-metal, lo inietta di elettronica malata, per poi sedarlo con ondeggiamenti dark e quasi psichedelici insperati, prima di distruggerlo definitivamente con massicce quantità di sludge, black Metal purulento e malato e Hardcore dritto e senza compromessi.

mercoledì 30 ottobre 2019

MOLOKEN: firmano con The Sign Records

I Moloken hanno firmato con The Sign Records per la pubblicazione del loro nuovo LP, previsto per il 2020.
Il nuovo disco della formazione svedese, intitolato Unveilance of Dark Matter, sarà pubblicato il 31 gennaio, mentre il primo singolo Surcease sarà disponibile dall'8 novembre.
Artwork e tracklist in fondo all'articolo.

mercoledì 2 ottobre 2019

TORPOR: Rhetoric of the Image (Review)

SLUDGE POST METAL
Devo essere sincero, quando dalla mia redazione mi hanno passato il qui presente full lenght da recensire non sapevo minimamente chi fossero e cosa aspettarmi, ma conoscendo l’etichetta, casa dei Cranial e di altre interessanti realtà post, sludge e marce come un cadavere in putrefazione, ho accettato senza remore; e dopo aver ascoltato devo dire d’aver fatto benissimo. 
Dico solo che si sono formati nel 2012, che prima di questo hanno fatto un’altro album che era un semplice antipasto a quello che sarebbe venuto dopo, che sono in 3: Jon Taylor - Guitar/Vocals, Lauren Mason - Bass/Vocals, Simon Mason - Drums/Vocals, e che la loro musica è quanto di più soffocante e magnetico mi sia capitato di ascoltare ultimamente. 
Un senso di catastrofe imminente sorvola il primo attacco sonoro chiamato “Benign Circle”: toni ribassati, sludge zozzo, atmosfera densissima, scorie di Neurosis, lentezza funeral, aperture alla Isis, il tutto con un tocco abbastanza personale e malinconico, come se i cult of luna si fossero uniti agli esoteric.

martedì 5 marzo 2019

DOWNFALL OF GAIA: Ethic of Radical Finitude (Review)


ATMOSPHERIC SLUDGE/BLACK METAL
Partiamo subito da un presupposto: dopo alcuni dischi di grosso spessore, e con l’aumento esponenziale della fanbase e degli ascoltatori, possiamo definire i Downfall of Gaia uno dei gruppi di punta della scena atmospheric sludge/black metal europea. Dischi come Suffocating in the Swarm of Cranes e Aeon Unveils the Thrones of Decay li hanno consacrati al grande pubblico, e non possiamo più parlare di un gruppo underground.

venerdì 2 novembre 2018

SUMAC: Love in Shadow (Review)

ATMOSPHERIC SLUDGE METAL

Se leggi questa webzine, al 90% sai chi è Aaron Turner. Dopo lo scioglimento degli Isis, il nostro ha continuato a suonare in una miriade di altri progetti, ma probabilmente i più famosi son proprio i Sumac. Fondati nel 2014 con la collaborazione del talentuoso batterista dei Baptists Nick Yacyshyn e di Brian Cook (Botch, Russian Circles), i Sumac sono una creatura in continua evoluzione. Dopo aver rilasciato due dischi di ottima fattura e l’eclettico album improvvisato in live con il giapponese Keiji Hano in questo stesso anno, tornano a settembre con “Love in Shadow”, l’evoluzione del precedente “What One Becomes”.

lunedì 30 luglio 2018

MAGNITUDO: Men Against Fire (Review)

SLUDGE/POST METAL
I Magnitudo tornano in pista a due anni di distanza dall’EP Si Vis Pacem, e le casse risuonano subito di torride fiammate sludge e tangibile violenza. 
Sei brani che mostrano la potenza e la carica espressiva di cui è capace il gruppo, spaziando tra esplosioni metalliche e melodie limpide, lasciando affiorare le proprie radici black-gaze che tanto devono ad Alcest e Cult Of Luna.

giovedì 8 marzo 2018

AMENRA + BORIS: MONK Roma 01/03/2018 (Live Report)

Ero a casa quando a Novembre mi è apparso davanti l’annuncio del tour europeo degli Amenra, che il sottoscritto aspettava da tempo e che non aveva mai visto. Come ciliegina sulla torta, ho letto il nome “Boris” come co-headliners, uno dei gruppi più eclettici degli ultimi 20 anni, e di cui mi avevano sempre detto un gran bene in sede live.

Fomentato, già da subito ho prenotato tutto e ho aspettato di potermi godere la serata del 1 Marzo come si deve. Arrivato in una inaspettatamente calda Roma, in serata mi sono diretto al Monk, locale che non avevo mai visitato prima e che ero altrettanto curioso di vedere. L’ingresso è stato bene o male puntuale, e sin da subito mi sono recato davanti al palco per potermi godere il concerto in prima fila.

martedì 17 ottobre 2017

AMENRA: Mass VI (Review)

ATMOSPHERIC SLUDGE METAL
Sono passati cinque anni dall’ultimo Mass V, e dopo esser diventati oramai uno dei gruppi di punta della scena atmospheric sludge mondiale, ecco che gli Amenra tornano con il loro nuovo Mass VI. Non ci sono grandi stravolgimenti nel sound dei nostri, lo status di band oramai “popolare” non ha affatto intaccato la disperazione estrema e avvolgente che contraddistingue il sound dei belgi. Magari l’unica differenza presente sarà un utilizzo più massiccio del cantato pulito, con un risultato comunque più che ottimo. I due singoli “Children of the Eye” e “Plus Pres de Toi (Closer to You)” mettono da subito le cose in chiaro, dimostrandosi il riassunto perfetto del nuovo Mass VI. 

giovedì 22 giugno 2017

ROSK: Miasma (Review)

ATMOSPHERIC SLUDGE METAL
I Rosk non sono il nome del momento, né un nome storico per cui tutti vanno pazzi. Anzi, i ragazzi polacchi hanno rilasciato solo lo scorso anno il primo EP self-titled in cui già dimostravano di avere qualcosa di diverso dai tanti gruppi post-black metal che oramai affollano la scena musicale. Questo è effettivamente il primo vero lavoro del gruppo e dimostra a pieno le loro capacità. Forse parlare di post-black metal è eccessivo, magari si parte da quella base per evolversi in svariate direzioni e assorbire tutte le influenze possibili, specie l’atmospheric sludge. Il disco comprende quattro tracce per una durata complessiva di una cinquantina di minuti, di cui buona parte è occupata dall’ultimo brano: “Beneath the Light”.
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