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mercoledì 27 febbraio 2019

HAUNTED: Dayburner (Review)


DOOM/STONER METAL
Con colpevole ritardo, mi trovo davanti la nuova uscita degli italianissimi Haunted – Dayburner.
I ragazzi, siciliani, si presentano a noi con un disco ben più maturo del precedente selftitled, proponendoci uno stoner/doom metal di alta qualità, che ha poco da invidiare ai tanti gruppi oltralpe e americani che affollano il mercato. L’inizio è promettente, con Mourning Sun e Waterdown gli Haunted mettono già in chiaro il loro sound prepotentemente cupo e psichedelico, in cui la voce della cantante Cristina Chimirri ci guida attraverso il viaggio dettato dal resto del gruppo attraverso i riff e i vari riverberi utilizzati.

lunedì 28 gennaio 2019

TY SEGALL: Fudge Sandwich (Review)

GARAGE
Incredibile, ma vero. Quel genio di Ty Segall non sa più fermarsi. Partendo dal bellissimo Freedom’s Goblin, passando per il buon secondo disco dei Goggs, la collaborazione con White Fence e per ultimo, senza citarli tutti, il disco di cover a nome Fudge Sandwitch. Un anno, quello che si è appena concluso che ha visto diverse perle in ambito Garage; dal ritorno graditissimo del grande Jon Spencer senza i suoi Blues Explosion, a realtà nuove e dal fascino vibrante come i favolosi Straight Arrows, tanto per citarne alcuni. Cosa aspettarci quindi dall’ennesimo disco di Ty Segall? soprattutto considerando che l’album non si apre nel migliore dei modi, la rivisitazione di Lowrider dei War non è un granchè. Molto meglio con la cover di I’m a Man dello Spencer Davis Group, che qui diventa un pezzo Hard Rock dai toni Gospel di pregevolissima fattura e che rialza subito l’asticella fortunatamente.

lunedì 21 gennaio 2019

ATOMIC MOLD: Hybrid Slow Flood (Review)

STONER/DOOM
Nuovo album per gli italiani Atomic Mold, che giungono al secondo disco dopo un omonimo debut e uno split con i Mount Hush.
Il nuovo parto dei veronesi, Hybrid Slow Food e’ un calderone Stoner/Doom di buona fattura, ben suonato, monolitico, dotato di pachidermici giri di chitarra, di un basso logorante e di una batteria quadrata e registrata con ottimi suoni. Hybrid Slow Food e’ di sicuro un disco molto più oscuro del debut, che si mostra però a noi tra luci e qualche piccolissima ombra da smussare. Questi ragazzi hanno tutto per poter far bene e in parte ci riescono, come nell’opener concisa e vincente a nome Hypnosis, mentre nei tredici minuti di I Fall non tutto sembra girare perfettamente, colpa di una lunghissima parte centrale strumentale che si contorce su se stessa senza dare segni di vita significativi. Un vero peccato visto che il resto del pezzo gira bene.

mercoledì 16 gennaio 2019

MR BISON: Holy Oak (Review)

HEAVY PSYCH/STONER
Ne è passata di acqua sotto i ponti dei Mr. Bison da quel We Don't Like Love Songs del 2011 che ne segnò l'esordio discografico. Della formazione di quell'EP (così come del successivo We'll Be Brief) è rimasto solo Matteo Barsacchi, che, reclutati Matteo Sciocchetto e Matteo D'Ignazi (sì, lo so, incredibile), ha dato nuova vita al progetto: i tre hanno così registrato il loro valido esordio per Subsound Records, Asteroid, ancora molto in debito delle sonorità associabili allo stoner più classico.

venerdì 11 gennaio 2019

ORGAN: Eterno (Review)

ATMOSPHERIC/DOOM
Provenienti da Belluno e nati dalle ceneri dei Tears|Before, gli Organ si presentano al mondo doom nostrano con Eterno, disco strumentale da 30 minuti circa da solo tre tracce.
Non c’è molto da dire sul disco in sé, è oggettivamente un ottimo ascolto capace di trascinarti in lidi oscuri, grazie a dei suoni ben calibrati e mai statici, ma in continua progressione per rendere il tutto molto scorrevole.

lunedì 7 gennaio 2019

TONS: Filthy Flowers Of Doom (Review)


STONER DOOM/SLUDGE METAL
I torinesi Tons si presentano a noi con il loro secondo disco, “Filthy Flowers of Doom”. Distante 5 anni dalla loro ultima fatica discografica, anche il sound si è fatto più cupo e personale. Non si parla più di stoner/doom generico e senza una vera e propria personalità, ma di un qualcosa di ora controllato e gestito a regola d’arte dai quattro torinesi.

lunedì 31 dicembre 2018

DOOMMABBESTIA 2018 PLAYLIST

Tempo dei consueti bilanci annuali su Doommabbestia.
Un 2018 sicuramente ricco di album che non ha reso semplice la scelta dei nostri migliori dieci.
Ovviamente, oltre alla classifica generale (con i dischi che hanno avuto almeno tre voti), troverete anche la lista di ogni redattore.
Si riparte il 7 gennaio 2019, carichi e affamati come sempre!

VVITCH FESTIVAL: Circolo Magnolia 25/11/2018 (Live Report)


Un uggioso pomeriggio autunnale milanese fa da cornice a uno degli eventi più interessanti di questo 2018 concertistico italiano, il VVitch Festival, conclusione in pompa magna di una serie di live iniziati a settembre che hanno visto esibirsi nomi di tutto rispetto della scena underground.
Un evento che già in partenza prova a sfidare il notoriamente ritardatario pubblico italiano iniziando (viste le sette band previste dal cartellone) alle 14:30.

venerdì 21 dicembre 2018

THE TURIN HORSE: EP (Review)

NOISE/SLUDGE
Un esordio che fa bene al cuore. Visti i nomi coinvolti, c'era chiaramente da aspettarselo: i Turin Horse sono la nuova entità bicefala partorita da Enrico Tauraso (già nei mai troppo lodati Dead Elephant, recuperate il loro Thanatology) e da Alain Lapaglia (batterista sui primi quattro ottimi album dei Morkobot). Vista la rispettiva passione per la musica rumorosa, i due si sono fusi in questa nuova creatura dell'underground italiano che ha debuttato discograficamente ad inizio 2018 con questo ragguardevole EP.

DEADPEACH: pubblicano un album acustico

Giusto in tempo per la fine dell'anno, i Deadpeach hanno pubblicato un nuovo album sulla propria pagina Bandcamp.
Più che un nuovo disco vero e proprio, Waiting for Federico (questo è il titolo) è un riarrangiamento in chiave acustica di sette brani del loro repertorio.
Lo potete ascoltare in streaming qui sotto.

mercoledì 19 dicembre 2018

IO E I MIEI DISCHI: Gabriele "Gabo" Fabbri (Nudist)


Ultima puntata dell'anno per la nostra rubrica: chiudiamo questa lunga carrellata di ospiti che ci ha tenuto compagnia da febbraio con Gabriele "Gabo" Fabbri, chitarrista dei fiorentini Nudist.

GREENBEARD: pronto il nuovo EP

I Greenbeard, trio texano dedito a sonorità stoner/desert, pubblicherà il 22 dicembre il suo nuovo EP Onward, Pillager.
L'EP servirà da anticipazione al nuovo full length della band in programma per il 2019 su Sailor Records.
Copertina, tracklist e brano in streaming disponibili qui di seguito.

venerdì 14 dicembre 2018

ROADBURN 2019: ultimi annunci bomba di fine anno

Mentre è stato annunciato il sold out dei biglietti per i tre e quattro giorni del festival, il Roadburn ha nel frattempo messo in vendita i biglietti per le singole giornate e ha annunciato una carrellata di nuove band.
Nello specifico:

mercoledì 12 dicembre 2018

IO E I MIEI DISCHI: Pootchie (Fvzz Popvli/Beesus)


Mentre si avvicina l'inevitabile pausa invernale, abbiamo ancora qualche chiaccherata da proporvi per la nostra rubrica: ospite oggi Francesco "Pootchie" Pucci, chitarrista di Fvzz Popvli e Beesus.

lunedì 10 dicembre 2018

GO!ZILLA: Modern Jungle's Prisoners (Review)

PSYCH ROCK
La copertina e’ eloquente tanto quanto il titolo del nuovo (il terzo) album dei fiorentini Go!Zilla. Giunti con Modern Jungle's Prisoners ad un livello di crescita compositiva davvero notevole. 
Editi per la francese Teenage Menopause Records, i nostri hanno saputo assemblare con questo nuovo parto, un carnet di suoni ed umori che sanno avvolgere e affascinare sempre di più con il passare degli ascolti.

venerdì 7 dicembre 2018

ALASTOR: Slave To The Grave (Review)

OCCULT DOOM
Da circa una quarantina d’anni la Svezia si conferma come una delle nazioni più fertili dell’industria musicale europea e mondiale. A differenza dei vicini norvegesi bruciatori di chiese e degli anarchici ugrofinnici dall'altra sponda del golfo di Botnia, il denominatore comune dei progetti più importanti nati nella terra di Björn Borg e dell’Ikea è lo spiccato gusto per un'eleganza compositiva e melodica: Abba, Europe, Roxette, Cardigans nel pop mainstream, il death metal melodico con il Gothenburg sound e i virtuosismi barocchi del guitar hero Yngwie Malmsteen, il glam-punk di Backyard Babies, Hardcore Superstar e Hellacopters, fino ad arrivare nel nostro universo sulfureo con il doom dei vecchi e nuovi maestri Candlemass, Katatonia, Count Raven, Monolord e l’hardrock a tinte fosche di Graveyard, Ghost, Salem’s Pot e Witchcraft. Gli Alastor percorrono e perfezionano la via svedese all’heavy riff orecchiabile attraverso strutture armoniche capaci di lasciare un profondo segno emotivo nell’ascoltatore con Slave To The Grave, esordio sulla lunga distanza dopo due e.p. pubblicati nel 2017.

mercoledì 5 dicembre 2018

IO E I MIEI DISCHI: Elena Fiorenzano (KRÖWNN)


Anche questa settimana abbiamo parlato di dischi con uno dei musicisti della nostra scena underground: l'ospite di Io e i miei Dischi quest'oggi è Elena Fiorenzano, batterista dei doomsters Kröwnn. Buona lettura!

lunedì 3 dicembre 2018

SATORI JUNK: The Golden Dwarf (Review)

STONER/DOOM
La chitarra è blues, l’incedere da fumoso bar nascosto nel profondo sud degli Stati Uniti, la voce ci gioca sopra, quasi danzando sbilenca fra le note che la cingono e la incatenano alla terra che l’ha generata. Parte così All Gods Die, con la chitarra di Chris assoluta protagonista. 
I Satori Junk sono un’ottima band milanese giunta al suo secondo album su lunga distanza, dal titolo The Golden Dwarf. Che genere fanno? Vi starete chiedendo. Sconsiglio di racchiuderli in un unico genere, semmai si può parlare delle tante influenze che la band ha saputo portare a galla cercando di domare un simile mostro. I muri di suono abrasivo prodotti dai nostri vanno a cozzare fortemente con la vena seventies che si nasconde fra le pieghe delle tastiere e dei Synth di matrice Space del cantante e polistrumentista Luke Von Fuzz, creando però delle atmosfere ibride di pregevole fattura e dal grande impatto.

venerdì 30 novembre 2018

FVZZ POPVLI: Magna Fvzz (Review)

GARAGE/PSYCH
Di primo acchito – sarà per il nome, o per le copertine, oppure anche solo per deformazione più o meno professionale – sembrerebbe di trovarsi di fronte alla “solita” band cresciuta nel mito di Black Sabbath, Blue Cheer, Hawkwind, con l’ormai abusato trademark fatto di commistioni tra blues di matrice ’70 e stoner più classico.
E invece no. Quella dei Fvzz Popvli è una proposta decisamente più intrigante ed accattivante, oltre che moderna (ci si passi il termine). Per carità, i riferimenti in parte restano quelli – e francamente non potrebbe essere altrimenti -, ma ciò che cattura davvero l’attenzione è l’attitudine marcatamente garage che il power trio romano mette in mostra negli scarsi quaranta minuti del nuovo capitolo della loro discografia.

BLACK CAPRICORN: pubblicano un nuovo EP

I Black Capricorn hanno appena pubblicato a sorpresa un nuovo EP di quattro tracce. Come recita il comunicato della band:
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