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| STONER/DOOM |
La chitarra è blues, l’incedere da fumoso bar nascosto nel profondo sud degli Stati Uniti, la voce ci gioca sopra, quasi danzando sbilenca fra le note che la cingono e la incatenano alla terra che l’ha generata. Parte così All Gods Die, con la chitarra di Chris assoluta protagonista.
I Satori Junk sono un’ottima band milanese giunta al suo secondo album su lunga distanza, dal titolo The Golden Dwarf. Che genere fanno? Vi starete chiedendo. Sconsiglio di racchiuderli in un unico genere, semmai si può parlare delle tante influenze che la band ha saputo portare a galla cercando di domare un simile mostro. I muri di suono abrasivo prodotti dai nostri vanno a cozzare fortemente con la vena seventies che si nasconde fra le pieghe delle tastiere e dei Synth di matrice Space del cantante e polistrumentista Luke Von Fuzz, creando però delle atmosfere ibride di pregevole fattura e dal grande impatto.



