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domenica 26 aprile 2020

THEM MOOSE RUSH: Dancing Maze (Review)

NOISE/PROG ROCK
Arrivano dalla Croazia i Them Moose Rush e sono un fulmine a ciel sereno. Dancing Maze è un disco magnifico. Un disco pazzo, ispirato dall’inizio alla fine e dalle molteplici influenze.
Ad una band tecnicamente pazzesca si unisce un cantante davvero versatile e dalla grande ugola che per questa volta si scrolla di dosso (quasi) del tutto l’ombra di Cedric Bixer Zavala (At the Drive In, Mars Volta), dimostrando di essere notevolmente dotato di una propria personalità.

venerdì 3 aprile 2020

KVELERTAK: Splid (Review)

DEATH 'N' ROLL/HARDCORE PUNK
Splid. Discordia. Quando un titolo si rivela profetico per i tempi che corrono. Quando la musica si rivela un gradino sopra la concorrenza. Quando una band si rivela enorme. Non era semplice dopo il deludentissimo Nattesferd per i norvegesi Kvelertak rialzare la china, soprattutto dopo la dipartita del cantante Erlend Hjelvik, sostituito da Ivar Nioklaisen (Silver, The Good, The Band and the Zugly, altra ottima band che vi consiglio se vi piacciono queste sonorità). In realtà il cambio ha giovato tantissimo alla band. La maggior versatilità del nuovo Singer è innegabile. Laddove il vecchio cantante peccava di essere troppo monocorde e votato maggiormente al black e al metal estremo in generale, imbrigliando la band in confini davvero troppo stretti, con Ivar si va oltre.

giovedì 26 marzo 2020

ELDER: Omens (Review)

PROG PSYCHEDELIC
Se bisogna nominare almeno un gruppo che è stato capace di conquistare buona parte dei cuori degli appassionati dello psichedelico allora si chiamerebbero in causa gli americani Elder. Nel corso di poco più di una decade questi ragazzi di Boston hanno dimostrato di essere degli abilissimi intessitori di arrangiamenti distorti e ipnotici, facendosi notare con due dischi ottimi come Lore e Reflections of a Floating World. Quest’anno tornano con un nuovo album, Omens, successivamente aver rilasciato l’anno scorso un interessante EP dal nome The Gold & Silver Sessions. Omens è l’ennesima conferma delle capacità compositive del gruppo, capace di un prog sotto acido in cui perdersi beatamente.

venerdì 31 gennaio 2020

ABRAMS: nuovo album in arrivo a maggio

Il quartetto di Denver degli Abrams torna con il terzo album dal titolo Modern Ways. Il disco uscirà per Sailor Records il primo Maggio 2020 e viene descritto come un mix tra tra Red Fang e Foo Fighters. In basso la tracklist. Di lato la copertina del disco. Per preordinare il lavoro potete cliccare qui

mercoledì 4 luglio 2018

TY SEGALL: Freedom's Goblin (Review)

GARAGE
Come descrivere ancora Ty Segall con parole comprensibili a voi comuni mortali che ancora non avete concesso lui una chance? Impossibile direi. Ty è tutto e il contrario di tutto, uno straripante bordello del piacere dove ogni stanza rappresenta un diverso punto di vista del Segall godimento convertito in musica. 
Dopo lo strambo Emotional Mugger, Ty decide di tornare ad una più consona (anche se utilizzare questo termine per descrivere la sua arte è senza dubbio fuorviante) forma canzone; in parte abbandonata dopo lo strepitoso Manipulator. È così che confluiscono all'interno di Freedom Goblin una quantità di influenze e idee difficili da spiegare.

lunedì 25 settembre 2017

QUEENS OF THE STONE AGE: Villains (Review)

STONER
Era attesissimo al varco il nuovo album dei Queens of the Stone Age. Like Clockwork aveva subito lo stress di una gestazione infinita risultando un buon album si, ma per quanto mi riguarda, non ai livelli di un eccellente passato che aveva conosciuto solo in Era Vulgaris l'unico passo falso di una carriera trionfante in cui Josh Homme è riuscito nell’arduo compito di imbrigliare le asperità dello Stoner Kyussiano portandole alla fruizione delle grandi masse.
Anticipato dal singolo The Way You Used to Do e dopo quattro lunghi anni dal suo fortunato predecessore, arriva Villains, prodotto da Mark Ronson, un profilo non propriamente Rock oriented viste le sue collaborazioni con Lady Gaga ed Amy Winhouse su tutte. Insomma la curiosità almeno per me era tantissima, soprattutto perché il singolo di cui vi parlavo poc'anzi non mi aveva fatto gridare al miracolo di primo impatto, giudizio che ho in parte cambiato, valutando la canzone inserita nel contesto di un album che continua a muovere la creatura di Homme verso lidi sempre diversi ma facendo rimanere le unghie dei nostri ben salde nei confini di quei trademark che hanno reso famosa la band in tutto il mondo.

martedì 28 marzo 2017

BEACHES BREW: Annunciata la line up finale

IL POSTER DELL'EVENTO
Bronson produzioni e Belmont Bookings prentano la line up finale del Beaches Brew 2017, festival gratuito in scena dal 5 all'8 Giugno a Marina di Ravenna. 












June 5 - Harbour Stage + Marina di Ravenna
Kikagaku Moyo
Operators
Mandolin Sisters
Altin Gün

June 6 - Hana-bi
King Gizzard & the Lizard Wizard
King Khan & the Shrines
The Coathangers
Death Valley Girls
Lame
The Devils

mercoledì 25 gennaio 2017

DEAF RADIO: Alarm (Review)

STONER
Che differenza c’è tra una band che scrive pezzi originali e una cover band? È la domanda che spesso ognuno di noi si pone ascoltando un gruppo qua e là che assomiglia troppo ad un altro, che ha poca personalità, che rischia di essere una parodia più che una band in grado di camminare con le proprie gambe. Ognuno di noi potrebbe fare decine di nomi che possano calzare perfettamente in questa descrizione.

mercoledì 7 dicembre 2016

PELANDER: Time (Review)

ROCK/FOLK ROCK
Sei anni dopo A Sinner’s Child - primo disco solista - ritorna sul mercato senza la sua band madre, il funambolico mastermind dei Witchcraft, Magnus Pelander.

domenica 9 ottobre 2016

THE FREEKS: In uscita il nuovo album

L'ARTWORK DEL DISCO

In uscita su Heavy Psych Sounds il terzo album dei The Freeks, con ex componenti di Fu Manchu e Nebula.
Shattered, questo il titolo del disco, presentato come Fuzzed Psychedelic Rock, uscirà l'11 Novembre. Per il pre-order cliccate quì. L'album è disponibile in vinile verde, vinile nero e digipack. Di lato potete vedere invece l'artwork del lavoro.

lunedì 22 febbraio 2016

MOTORPSYCHO: Here Be Monsters (Review)

PSYCHEDELIC ROCK/PROG
Un sussuro si perde nel vento, ma i sussurri stavolta non scompaiono nella casuale dialettica del tempo, si moltiplicano, prendono vita, formando colonne di pensieri, di segreti, di frasi costruite per volare oltre il tetto del mondo e perdersi nella volta celeste, tra i soffi cosmici che alimentano il  motore dell’universo. Tutto questo ha fondamenta che nascono ben piantate in terra, celate nelle note che escono dai muri insonorizzati di un edificio per fondersi nel buio profondo e nella quiete protesa di un nuovo giorno. L’album notturno dei Motorpsycho, Here Be Monsters, è questo ciò che rappresenta e ciò descritto prima è  quello che questa musica rappresenta x il mondo a cui appartiene, mischiata ad esso come una reazione chimica capace di plasmarne le reazioni. Here Be Monsters è arte pura, gravida da oltre trent’anni di carriera e pronta per essere mostrata e portata in trionfo come una coppa alzata al cielo.

giovedì 18 febbraio 2016

THE GOLDEN GRASS: tracklist e artwork rivelati

La band americana con base a Brooklyn dei The Golden Grass si appresta a pubblicare il suo nuovo album che uscirà in primavera per Listenable Records. La band ha dichiarato che questo sarà l'album più avventuroso e musicalmente esplorativo della loro carriera. Di lato potete ammirare l'artwork, mentre di seguito troverete la tracklist del lavoro.

lunedì 8 febbraio 2016

HEXVESSEL: When We Are Death (Review)

PSYCHEDELIC ROCK
Una cerniera a separare due parti profondamente diverse dello stesso corpo, ad indicare il cammino oltre il quale gli Hexvessel hanno proiettato i loro pensieri, la loro scia evolutiva che segue traiettorie diverse, traiettorie imprevedibili e dannatamente coinvolgenti.
Sono mutate le carte in tavola, dagli esordi dei primi due lavori sotto Svart Records al nuovo corso, distribuito dalla Century Media, ma targato Secret Trees, loro etichetta personale, ultimo tassello verso una libertà espressiva che dal folk di Downbearer e No Holier Temple li ha portati all’implosione verso i colori autunnali dei sixties, alle prese con una psichedelia sagomata e viscerale.
Si parte con Transparent Eyeball capace di ricalcare la parabola psych rock tracciata più recentemente dai Bigelf, altrove spiccano le evoluzioni Doorsiane della titletrack, o le ombrose Earth Over Us e Mirror BoyCosmic Truth abbraccia soluzioni malinconiche dal forte retrogusto gotich/dark profondamente debitore agli Anathema di Judgement, è una psichedelia crepuscolare quella donataci dalla band di Helsinki, sfuggente in alcuni frangenti, fragile come la natura umana che sa crogiolarsi in tenue venature prog di King Crismoniana memoria come in Mushroom Spirit Doors.

lunedì 25 gennaio 2016

ULVER: ATGCLVLSSCAP (Review)

AVANGARDE / PSYCH / DRONE
Silenzi che si propagano negli spazi vuoti, nelle fessure del tempo, nei muri consumati delle case, nei segni della vita. Silenzi morenti, sepolti nelle ore con troppa velocità, intrappolati in un mondo parallelo dove l’anima ne rappresenta il corpo, silenzi carichi di un colore amorfo, silenzi nella musica degli Ulver, su note scolpite in luoghi saturi di magia dove ad essere raccontati sono quei paesaggi innevati rubati ai fiordi dell’estremo nord,  marcati e severi un tempo, sfuggenti e foschi ora, dai contorni poco chiari, fumosi, evasivi nella loro lunga fuga verso rive sempre diverse da lambire, da sfiorare, da baciare.
Un percorso musicale quello degli Ulver che negli anni ha lasciato spazio alla libertà compositiva, proprio come dimostra anche quest’ultimo parto, dodici canzoni registrate in jam session lungo i dodici live consumati dalla band nel 2014 e ritoccati successivamente in studio, che presentano la verve compositiva dei nostri oltre ogni logica emozionale.

giovedì 17 dicembre 2015

BARONESS: Purple (Review)

PROG - SPACE - SLUDGE
Ci sono album che non si possono raccontare solo con le parole, che sbocciano da amori nati per caso, da incontri furtivi, da squarci di genialità atipica, a volte persistente, a volte fine a se stessa o comunque poco longeva. La speranza c'era, come quella di un'amante voglioso della sua donna che non vede da tempo e spera di trattenerla il più a lungo possibile nel suo letto, ma sinceramente - soprattutto per scaramanzia - non mi aspettavo assolutamente nulla dal nuovo album di Baroness, credevo che anche loro si fossero irrimediabilmente persi in chissà quale girone dantesco, a combattere con una depressione post parto che pensavo li avesse annientati da dentro, facendo vacillare anche il mio amore per loro. Ma come in tutti i rapporti nella vita, prima o poi la crisi arriva sempre e quando questo accade un bivio come per magia si insinua nel mezzo del nostro cammino. Abdicare e cercare un altro trono, lasciare che il tempo faccia il suo corso, aspettando tra cumuli di noia e una vita di repressione e infelicità, o prendere di petto la situazione, combattere, credere in un rapporto, per quanto apparentemente logoro. Io dal mio canto nonostante lo scoraggiamento persistente degli ultimi anni non mi sono dato mai per vinto, ma le cose non si siatemano mai da sole e soprattutto mai senza la volontà dell'altra parte. E a questo punto cos'è accaduto? Vi starete chiedendo. Be' a questo punto ho ascoltato il nuovo Purple album e l'amore è rinato in un esplosione di sesso e di suoni che si sono rincorsi in aria per tutta la notte, divenendo una moltitudine di colori, di capacità sopite da ben sei anni - gli anni intercorsi tra il Blue record e il Purple album - nel mezzo un doppio lavoro (Yellow & Green), che aveva sentenziato una caduta vertiginosa verso un oblio quasi irrecuperabile, una perdita d'ispirazione e di speranza per i tanti fans della prima ora che vedevano nel Red album il loro Santo Graal. 

giovedì 3 dicembre 2015

MONSTER MAGNET: Cobras and Fire (Review)

STONER - SPACE - PSYCH
Ci sono band che meritano di essere presentate in punta di piedi, lasciando qualche spiraglio, per far entrare i pensieri di chi legge senza strangolare la verità. Ci sono band che ci lasciano sorrisi squarciati e lacrime rapprese, che scrivono storie attraverso i nostri occhi facendole divenire ricordi. I Monster Magnet per me sono una di quelle band, capaci di suscitare continue emozioni, seppur non sempre belle, così come fa la vita d'altronde. La musica in fondo ha il compito non solo di accompagnarci, ma è soprattutto la memoria descrittiva delle nostre sensazioni.
La prima volta che ascoltai i Monster Magnet ne rimasi rapito, avevo all'incirca tredici anni, il pezzo era Nod Scene dal mastodontico Spine of God (1991). Una volta non c'era internet, la musica la masterizzava sottobanco il negozio di dischi che si
adeguava per non fallire, o te la passava qualche amico che poteva permettersi di comprare dei cd originali.

lunedì 1 giugno 2015

TEMPLE OF DEIMOS: Work To Be Done (Review)

DESERT - STONER ROCK
Arriviamo un po' tardi a parlare del secondo disco studio dei genovesi Temple of Deimos, il primo per la storica etichetta Go Down Records, ma riteniamo doveroso spendere delle parole per questo album uscito alla fine di ottobre dello scorso anno.
La band attualmente composta da  composta da Fabio Speranza (chitarra, voce), Riccardo Eggenhöffner (basso), Daniele Panucci (batteria), Matteo Signanini (chitarra, moog) e David Lenci (sound enginer e guest vocal) si forma nel 2006, il primo omonimo album nel 2010 ed ora l'ottimo "Work To Be Done". Se siete amanti dei suoni desertici loro fanno al caso vostro, è lampante come Kyuss ma, soprattutto i primi Queens Of The Stone Age di Josh Homme , abbiamo notevolmente influenzato la band sotto tutti i punti di vista.
L'album ha quel buon sapore desertico dall'inizio alla fine, si respira a pieno l'aria di Palm Desert e la band dimostra di saper cavalcare questa linea egregiamente.
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