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| NOISE/SLUDGE |
Chi come me è un vecchio fan dei TITD avrà forse già ascoltato i singoli già usciti su YouTube dell'ultimo lavoro di Steve Austin & colleghi.
Le aspettative verso la band che ci ha portato un mastodonte nichilista come Sadness Will Prevail sono (giustamente) alte, e a mio avviso non deluse, a patto che ci ricordiamo che questo è un disco scritto 18 anni dopo.
L'opener dell'album (nonché title track) spicca già al primo ascolto: gutturale e pesante come un kebab alle 2 del mattino, ma anche melodicamente ricco. Il discorso si evolve poi in più direzioni, coerentemente all'imprevedibilità che da sempre ha caratterizzato il trio di Nashville: brani sludge granitici e dissonanti alternati a riff "punchy" e ricchi di groove: ci sono le sezioni "blues" (Cocobolo), ci sono i blastbeat inaspettati e le ripartenze a strappo (Burn In Hell), ci sono i breakdown e sì, c'è anche la ballad dalle suggestioni post rock (Callie, Mexico).