È l’uomo che VICE definisce “un’istituzione” e che possiede una voce che Rolling Stone descrive come il suono della resilienza. Ora, Kirk Windstein, il rispettatissimo pioniere dello sludge metal e l’inconfondibile voce dei Crowbar, per la prima volta si presenta in veste solista. Il 24 gennaio 2020 Entertainment One (eOne) pubblicherà “Dream in Motion”, il singolare debutto di Windstein, che vede il signore oscuro del riff spiegare le sue ali creative e potenziare il suo indelebile retaggio.
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lunedì 11 novembre 2019
lunedì 22 maggio 2017
THE RED COIL: Firmano per Argonauta Records
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| LA BAND |
Argonauta Records è lieta di annunciare la firma con gli Stoner Sludgers italiani The Red Coil.
Formatisi nel 2008, i The Red Coil sono una band autrice di un sound, che unisce elementi Sludge, Stoner e Southern/Groove Metal. La band è al momento in studio per registrare il nuovo album, la cui uscita è prevista per l’autunno 2017. Preparatevi a un’esplosione di sonorità particolarmente consigliate agli amanti di Spiritual Beggars, Corrosion of Conformity e Crowbar.
martedì 20 dicembre 2016
ELECTRIC AGE: Firmano per Argonauta Records
venerdì 28 agosto 2015
FISHING WITH GUNS: Nuovo singolo in streaming
A distanza di cinque anni dall'uscita di "The Fell", il quintetto souther-hardcore/stoner Fishing With Guns pubblica un singolo dal titolo "It's Poutring" nuovo di zecca che sarà inserito nel nuovo album in uscita quest'autunno.
Potete dargli un ascolto qui sotto.
venerdì 26 giugno 2015
GOATSNAKE: Black Age Blues (Review)
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| SOUTHERN STONER - DOOM |
Un'attesa durata più di una decade ed uno scioglimento che sembrava aver chiuso definitivamente il meraviglioso capitolo Goatsnake.
Poi all'improvviso il terremoto nella notte, un bel giorno Greg Anderson decide di chiamare Peter Stahl (voce/armonica), Greg Rogers (batteria) e Scott Renner (basso), si riaccende una miccia che sembrava oramai un ricordo lontano e così il 2015 diventa, per noi fanatici dei Goatsnake, un anno dettato da un'unica legge: "Black Age Blues".
Poi all'improvviso il terremoto nella notte, un bel giorno Greg Anderson decide di chiamare Peter Stahl (voce/armonica), Greg Rogers (batteria) e Scott Renner (basso), si riaccende una miccia che sembrava oramai un ricordo lontano e così il 2015 diventa, per noi fanatici dei Goatsnake, un anno dettato da un'unica legge: "Black Age Blues".
La chiesa, tra le tinte cupe della copertina, non fa altro che anticipare il pregiato contenuto corvino, blasfemo.
Un tempio sconsacrato, abbandonato, in cui il culto pare proprio essere la venerazione del blues. Tutto brucia mentre si aprono le danze, roventi vibrazioni nelle ossa aumentano allo scorrere di ogni minuto, scandito perfidamente da una batteria posseduta. Ecco il demone Californiano trascinante e carismatico, la sua armonica che sa di whisky caldo risulta essere quell'ingrediente segreto che caratterizza la band da sempre.
Un tempio sconsacrato, abbandonato, in cui il culto pare proprio essere la venerazione del blues. Tutto brucia mentre si aprono le danze, roventi vibrazioni nelle ossa aumentano allo scorrere di ogni minuto, scandito perfidamente da una batteria posseduta. Ecco il demone Californiano trascinante e carismatico, la sua armonica che sa di whisky caldo risulta essere quell'ingrediente segreto che caratterizza la band da sempre.
domenica 9 novembre 2014
SLOW ORDER: Hidden Voices (Review)
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| STONER - SLUDGE - SOUTHERN METAL |
Bologna è una città meravigliosa, famosa in Italia e nel mondo per la sua genuinità, per non parlare dell'ottima cucina!
La band in questione arriva proprio da lì e, musicalmente, possiede queste caratteristiche territoriali che per il genere proposto ritengo semplicemente fondamentali, rivisitate in chiave occulta ed oscura.
Dopo alcuni problemi di formazione, gli Slow Order tornano con un nuovissimo album "Hidden Voices" , diventando un trio interamente strumentale trovando, a mio modesto parere, la giusta quadratura del cerchio. Il Souther/Sludge/Stoner proposto porta inevitabilmente alla mente i Karma to Burn decisamente più oscuri e questo può essere considerato un primo segnale che, la nuova fatica degli Slow Order, possiede delle caratteristiche decisamente importanti ed interessanti.
giovedì 13 dicembre 2012
MONUMENTAL: Monumental
| STONER, SOUTHERN |
I riferimenti che la band stessa riconosce identificano band tra le quali Down, Black Label Society Eyehategood, sono già indice di come la band tenda a unire tra loro pesantezze diverse, con l'elemento hardcore denotato maggiormente dai momenti di urli strazianti di Abel. A questi io aggiungerei anche frequenti riferimenti ai Pantera, in quel modo di utilizzare la voce, bassa, profonda e parlata, in quell'attitudine più marcatamente metallara di certi riff...una presenza, insomma, non sottovalutabile.
Per capire la potenza delle sonorità, anzi della loro monumentalità, basti pensare al fatto che ascoltando l'EP ad occhi chiusi, la "visione" che ho avuto è stata quella di un'auto in corsa incapace di frenare, pronta a schiantarsi violentemente contro qualche muro (del suono).
Ingraniamo perciò le marce: la prima con Reasonable Exit, dove un vento gelido ci introduce ad un ambiente più caldo, più southern, fatto di splettrate di basso e di ritmiche blueseggianti, dove un'evoluzione downtempo/hardcore ci devia, prima di una pausa ventosa - apparentemente la fine del brano - preludio del ritorno circolare al tema iniziale.
giovedì 27 settembre 2012
BANG BANGALOW: No Job
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| STONER, HARD, SOUTHERN |
Ritengo che ogni disco meriti il proprio approccio quando viene ascoltato e, ancor di più, quando viene recensito.
Il disco di fronte al quale ci troviamo oggi è, secondo il personalissimo ascolto di chi scrive, il prodotto di quell'approccio ancestrale ma sempre vivo e attivo di coloro che vogliono spaccare tutto, produrre musica potente, sfruttare al massimo le distorsioni e sporcare in maniera dannata - forse fino all'eccesso - la voce, per creare un altro buco al culo del mondo.
Ponendo questo, probabilmente, come priorità rispetto ad altri parametri che si possono considerare nella musica, come la composizione e l'originalità.
Non voglio dire che No Job sia un brutto disco, anzi nelle sue finalità è perfettamente riuscito con le sue 5 tracce che ripercorrono il cuore del repertorio heavy conosciuto e i suoi potenti 20 minuti...un vero fulmine a ciel sereno!
Sebbene sia riconoscibile come filo conduttore l'imponente influenza di quello stoner/southern alla Down, descriverei le tracce come segue: Ass to Ass Dust To Dust (titolo geniale, a mio parere!) è una traccia permeata fino al proprio midollo di bluesettone, decorato da quella cavalcata heavy resa meno seriosa dal ritmo godibile dello stoner.
Il disco di fronte al quale ci troviamo oggi è, secondo il personalissimo ascolto di chi scrive, il prodotto di quell'approccio ancestrale ma sempre vivo e attivo di coloro che vogliono spaccare tutto, produrre musica potente, sfruttare al massimo le distorsioni e sporcare in maniera dannata - forse fino all'eccesso - la voce, per creare un altro buco al culo del mondo.
Ponendo questo, probabilmente, come priorità rispetto ad altri parametri che si possono considerare nella musica, come la composizione e l'originalità.
Non voglio dire che No Job sia un brutto disco, anzi nelle sue finalità è perfettamente riuscito con le sue 5 tracce che ripercorrono il cuore del repertorio heavy conosciuto e i suoi potenti 20 minuti...un vero fulmine a ciel sereno!
Sebbene sia riconoscibile come filo conduttore l'imponente influenza di quello stoner/southern alla Down, descriverei le tracce come segue: Ass to Ass Dust To Dust (titolo geniale, a mio parere!) è una traccia permeata fino al proprio midollo di bluesettone, decorato da quella cavalcata heavy resa meno seriosa dal ritmo godibile dello stoner.
lunedì 11 giugno 2012
BONES & COMFORT: Mothersheep
| HARD BLUES, SOUTHERN |
Primo full-length per i nordici Bones&Comfort,
secondo lavoro dopo l’EP …In Fat We Trust, che ci dimostra come il caldo
sound del blues, dello stoner e del southern non sia ad esclusivo appannaggio della
parte più mediterranea dell’Italia. Anzi. Più votato al classicismo, però,
questo power trio, il quale propone i generi sopracitati senza mai distogliere
lo sguardo da quelli che sono stati gli albori del rock’n’roll, riuscendo a
regalarci spunti talvolta seventies (per cui è elemento determinante lo stile
vocale con le sue linee melodiche), talvolta più affini all’hard rock anni ’80.
La loro peculiarità è appunto quella di riuscire a integrare in un singolo CD una
commistione proprio di quei generi che attingono alle radici del rock, dove la
pentatonica è il cuore pulsante, il motore che muove tutto l’apparato, senza
pretese di sperimentazioni sonore, di cacofonie o di invenzioni passibili di
innumerevoli interpretazioni. Pane al pane, Southern Comfort al Southern Comfort!
Ovvero, sì, avete capito bene: rischiate di tenervi quel ritornello in testa
tutto il giorno canticchiandolo senza nemmeno accorgervene.
Parte con un corposo hard blues questo disco, mettendo l’ascoltatore
nella giusta ottica di ciò che lo aspetta:
giovedì 5 aprile 2012
SOUTHELL: Alcohol Fueled, Weed Inspired
| SOUTHERN METAL, STONER |
Dal profondo Sud, in basso come l’Inferno, appunto, ecco
arrivare i marchigiani Southell, con il loro disco Alcohol Fueled, Weed
Inspired, che, oltre al punto di partenza di un nome così geniale, ci offre 6
pezzi azzeccatissimi, ognuno dei quali gioca e rimbalza tra le due differenti
fonti di ispirazione, come emerge dal titolo.
Si parte decisamente con la weed inspiration, grazie a Weedlust, pezzo che esordisce
testualmente: “Ahahahah…I’m stoned!”. Si capisce quindi immediatamente da quale
delle due parti ci troviamo qui. Inaspettata e piacevolmente sorprendente la
variazione sulla voce, che, per tutto il pezzo si presente calda e avvolgente e
che, negli ultimi minuti, diventa più aggressiva in stile death, donando al
pezzo una svolta proprio in chiusura.
Passiamo all’essere “benzinati” con i due pezzi seguenti,
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