 |
| STONER ROCK |
Un ritorno che stavamo aspettando al varco: questo è il secondo disco degli Elevators to the Grateful Sky, dopo che l'eccellente Cloud Eye aveva dato pieno sfogo alle potenzialità espresse nel fortunatissimo EP di debutto. I siciliani devono confrontarsi a questo giro con l'ardua sfida data da un lavoro che si propone di confermare quanto di buono già fatto col precedente capitolo, riuscendo però al contempo a mostrare la loro crescita come band.
Obiettivo perfettamente centrato, stando alla title track dell'album, meraviglioso brano strumentale che riesce a catturare l'essenza del miglior desert rock (un plauso alla coppia Trombino/Ferrara per delle chitarre da fare invidia a Gary Arce), retto da una batteria raffinata e mai invasiva, con tanto di sax nella parte finale a dare un'ulteriore prova della bravura del quartetto.