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| PSYCH ROCK |
Cambiamenti. La parola chiave per la realizzazione di questo album deve essere stata questa. La dipartita di due membri storici per la band, Amber Webber e Jeremy Schmidt, sostituiti con Rachel Fannan (Sleepy Sun) e Adam Bulgasem (Dommengang), aveva fatto preoccupare non poco per il proseguo della band canadese. Stephen McBean si è quindi dovuto rimboccare le maniche e ripartire. Il contatto con la materia e’ sempre lo stesso a dirla tutta, psichedelia dettata da un approccio ai limiti del prog (High Rise), hard rock di stampo settantiano (Future Shade), soprattutto nell’uso delle tastiere che tanto ricorda i Moody Blues e una produzione stoner/doom (Horns Arising, doom anche nel riffing) che dona un sapore completo e dannatamente vincente a questo Destroyer. Così se IV aveva regalato molte luci (non dimentichiamoci pezzi incredibili come Space to Bakersfield, ) ma anche qualche ombra (You Can Dream), facendo presagire una svolta stilistica per questo nuovo corso, in realtà così non è.