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martedì 16 febbraio 2016

WOLFMOTHER: Victorious (Review)

HARD ROCK
Essere o non essere? Questo è il vero dilemma dei Wolfmother. Grandissimo debut album, successo planetario che prosegue col successivo – noioso – Cosmic Eggs, poi il vuoto. Arriva New Crown e sinceramente – tralasciando un paio di pezzi – è ancora noia totale. Siamo al 2016 e in questo mite Febbraio arriva il nuovo lavoro degli australiani a nome Victorious - registrato agli Henson Studios di Los Angeles col guru Brendan O’Brien - a seguito del quale i nostri inizieranno un tour mondiale che li vedrà in scena all’Alcatraz di Milano l’8 Maggio.
Se dovessi analizzare l’album ascoltando solamente la strepitosa Gipsy Caravan (che sembra uscita direttamente dall’omonimo primogenito della band) allora vi direi che siamo finalmente dinanzi ad un nuovo grande ritorno firmato Wolfmother, chitarre ultra settantiane, fantastico ritornello, organo in bella mostra ad accentuare i riverberi groovy di un sound estremamente esaltante.
Se invece vi dovessi descrivere Victorious parlandovi esclusivamente di Pretty Peggy, bé vi starei dicendo che ascoltare i Wolfmother che scimmiottano i Coldplay – con tanto di coretti – in una semiballad dal gusto indie/folk è davvero qualcosa di inquietante.
Fortunatamente come spesso accade, la verità sta nel mezzo, ed anche in questo caso questa semplice regola non fa eccezione. Tradotto, siamo dinanzi ad un album altalenante, che alterna momenti piacevoli ad altri decisamente scialbi, ma comunque un lavoro migliore a tutto ciò che è uscito dalla penna dei nostri dopo il 2005.
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