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| HARD ROCK |
Essere o non
essere? Questo è il vero dilemma dei Wolfmother. Grandissimo debut album,
successo planetario che prosegue col successivo – noioso – Cosmic Eggs, poi il
vuoto. Arriva New Crown e sinceramente – tralasciando un paio di pezzi – è
ancora noia totale. Siamo al 2016 e in questo mite Febbraio arriva il nuovo lavoro
degli australiani a nome Victorious - registrato agli Henson Studios di Los
Angeles col guru Brendan O’Brien - a seguito del quale i nostri inizieranno un
tour mondiale che li vedrà in scena all’Alcatraz di Milano l’8 Maggio.
Se dovessi
analizzare l’album ascoltando solamente la strepitosa Gipsy Caravan (che sembra
uscita direttamente dall’omonimo primogenito della band) allora vi direi che
siamo finalmente dinanzi ad un nuovo grande ritorno firmato Wolfmother, chitarre
ultra settantiane, fantastico ritornello, organo in bella mostra ad accentuare
i riverberi groovy di un sound estremamente esaltante.
Se invece vi
dovessi descrivere Victorious parlandovi esclusivamente di Pretty Peggy, bé vi
starei dicendo che ascoltare i Wolfmother che scimmiottano i Coldplay – con
tanto di coretti – in una semiballad dal gusto indie/folk è davvero qualcosa di
inquietante.
Fortunatamente
come spesso accade, la verità sta nel mezzo, ed anche in questo caso questa
semplice regola non fa eccezione. Tradotto, siamo dinanzi ad un album
altalenante, che alterna momenti piacevoli ad altri decisamente scialbi, ma
comunque un lavoro migliore a tutto ciò che è uscito dalla penna dei nostri
dopo il 2005.
