Prima di iniziare questo live report vorrei mettere in
chiaro quattro cose:
- Si è trattato del mio primo (e sicuramente non ultimo) Roadburn festival, le aspettative erano alte e la carica era papabile da due mesi prima dell’effettivo viaggio verso Eindhoven.
- Ho sempre visto il Roadburn, da fuori, come un vero e proprio paese dei balocchi per chiunque bazzicasse il tipo di generi proposti, e dopo i quattro giorni e mezzo passati a Tilburg posso smentire la mia aspettativa. È stato molto di più.
- Non voglio parlare dei concerti analizzandoli nel dettaglio delle setlist e parlando di ogni canzone. Sono del parere che se un live merita, lo fa per intero. Quindi non aspettatevi, a parte dovute menzioni, un’analisi pezzo per pezzo, ma dell’intero set.
- Per dovere di cronaca, devo ammettere che alcune sensazioni potrebbero essere state ampliate dall’uso di sostanze che in Italia sono considerate stupefacenti, ma mi raccomando: "La droga fa male, non drogatevi e restate a scuola” – Al Cisneros.
