mercoledì 31 ottobre 2018

UNCLE ACID & THE DEADBEATS: Wasteland (Review)

DOOM
Alzi la mano chi attendeva con ansia spasmodica il nuovo album degli Uncle Acid & the Deadbeats!!! Ok immagino ci siano più mani alzate di quante io ne possa immaginare. The Night Creeper, tre anni fa, aveva ipotizzato scenari futuri dalle aspettative decisamente elevate. Wasteland e’ stato annunciato in fretta e furia dalla band, dando ben poco tempo ai fans per catalizzare l’attenzione su pindarici voli immaginifici su come avrebbe potuto o dovuto suonare il lavoro, un battito di ciglia e Stranger Tonight e’ discesa, o ascesa, lascio a voi l’ardua scelta, sino a noi. Memori dell’eccellenza di Melody Lane, primo singolo estratto dal precedente lavoro, qualche bocca storta ci sarà sicuramente stata, compresa la mia, nonostante abbia fatto di tutto per camuffarla; non che il pezzo sia brutto, anzi, vi posso assicurare che contestualizzata nel disco assume un gusto ben più saporito, crescendo di ascolto dopo ascolto, nonostante non arrivi comunque ai fasti del singolo dirimpettaio citato poc’anzi. Il resto dell’album? Vi starete chiedendo voi. Lo spirito arcano e Doom oriented dei nostri si incontra e si scontra con sonorità decisamente più Rock in questo nuovo parto, non dimenticando la lezione che loro stessi ci hanno impartito e che qui ci sottolineano con dosi massicce di morboso acume compositivo.
Il Garage del singolo descritto poco fa inzuppa in maniera ben più decisa e vincente la splendida Shockwave City, secondo estratto di un disco che non ci farà certo rimpiangere il suo predecessore. La magnifica opener I See Through You e No Return sono lunghe litanie in cerca di una redenzione lontanta dall’essere trovata, che si legano a doppia mandata al precedente lavoro. Gli Uncle Acid tratteggiano ancora una volta il marciume in cui riversa l’umanità, descrivendolo spesso attraverso espressioni musicali diverse, ascoltare la splendida e maidiana Blood Runner o l’originale e spiazzante Bedouin (altro pezzo da novanta all’interno della tracklist) e’ davvero un gran piacere. La titletrack e’ un brano a se stante. Wasteland e’ tessuta su melodie acustiche; chitarra e voce per oltre metà brano, per poi salire in crescendo con batteria ed elettricità e deflagrare in un calderone psych dal grande impatto emotivo. Sicuramente uno dei punti più alti del disco. Il lavoro viene chiuso infine con la lunga Exodus, altra magmatica creatura scolpita fra le nebbie della notte.
Gli Uncle Acid dimostrano in questo nuovo capitolo della loro personalissima saga di saper trattare anche la materia melodica e di saperlo fare con sapienza e gusto, qualità non dimostrata appieno nel recente passato. Wasteland e’ un disco davvero bello, che, come il suo primo singolo, cresce piano piano, dimostrando il suo valore grazie ad un approccio più aperto alla contaminazione ma pur sempre ancorato a quelle sonorità sinistre e morbose e a quella voce sadica, marchi di fabbrica di una band che non sa più fermarsi. Altro highlights targato Rise Above, altro giro e altra corsa nella giostra acida degli orrori tirata su da Kevin Starrs e soci. Qualcuno ben più famoso di me ora direbbe Welcome to My Nightmare e visto il giorno in cui esce questa recensione direi che la frase calza davvero a pennello.

TRACKLIST:

01. I See Through You
02. Shockwave City
03. No Return
04. Blood Runner
05. Stranger Tonight
06. Wasteland
07. Bedouin
08. Exodus

INFO:

ANNO: 2018
LABEL: Rise Above Records
WEB: Website


UNCLE ACID & THE DEADBEATS: SHOCKWAVE CITY



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