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| POST-METAL |
“il post metal è morto, lunga vita al post metal”
i Russian Circles sono un progetto nato ormai tanti anni fa, che ha saputo, soprattutto con i primi due album, a dare una scossa bella forte a quella sorta di post metal strumentale iniziato con i Pelican e soprattutto con il loro “the fire in our throats will beckon the thaw”, capolavoro che faceva il paio con il panopticon degli Isis e l’occhio della tempesta dei Neurosis.
Quei primi due album (enter 2006, e station 2008), dimostravano come il genere succitato avesse ancora molto da dire e da esprimere. Dopodiché, però, purtroppo, il nulla: da Geneva a Memorial passando per Empros, la stessa formula, trita e ritrita, le medesime sonorità, i medesimi saliscendi, niente di nuovo quindi. Ma la cosa che più dava fastidio in quei lavori era quella freddezza di esecuzione e composizione: tutto troppo distaccato per suscitare qualsivoglia emozione.
