Roadburn: una parola che per ogni appassionato di underground evoca l'Evento per eccellenza, un appuntamento annuale assolutamente imperdibile con le sonorità che costituiscono l'alimento primario della nostra vita da ascoltatori.
Pur avendone sentito parlare sin dai miei primi timidi ascolti, non avevo mai avuto la fortuna di recarmi in prima persona a quella che più di una persona mi aveva sempre descritto come la kermesse più bella del mondo. Una lacuna che ho finalmente colmato lo scorso aprile constatando come le iperboli erano assolutamente giustificate. , Nonostante due Desertfest (a Berlino), un Freak Valley e uno Stoned from the Underground, niente avrebbe mai potuto prepararmi ad un tale caleidoscopio di emozioni, destinato a concludersi inevitabilmente in un'infinita tristezza per la sua conclusione, alleviata soltanto dalla certezza che di un'edizione successiva.

