sabato 3 dicembre 2016

BLOOD CEREMONY: Lord of Misrule (Review)

OCCULT ROCK
Nonostante sia passato un po di tempo dall’uscita di Lord of Misrule ci sembrava doveroso recuperare il nuovo disco dei Blood Ceremony vista l’importanza della band all’interno del panorama Doom e Occult Rock.



Alia O'Brien e compagni assemblano nel complesso un buonissimo prodotto, un paio di gradini al di sotto di quel capolavoro che risponde al nome di Living With the Ancients (edito nel 2011 sempre per Rise Above Records), ad oggi autentico masterpiece nella discografia dei canadesi capeggiati dalla loro cerimoniera, vera mattatrice col suo flauto e la sua splendida voce, ma soprattutto un’autentica leader carismatica (di sue imitazioni davvero mal riuscite - per non dire ridicole - purtroppo ne è pieno il mondo).
The Devils Widow apre le macabre danze cercando di emulare l’inarrivabile The Great God Pan, non riuscendoci, ma andando comunque vicino al bersaglio grazie ad una canzone davvero  coinvoglente. Lorely ci stupisce per freschezza, un pezzo che definire Occult Pop non è un’eresia, una song fresca ma senza tempo ed è proprio questa peculiarità a renderla così particolare.
Spettacolare anche The Rouge’s Lot ancora una volta per la sua freschezza vintage e quel ritornello che difficilmente può essere dimenticato. La titletrack ricalca le orme di The Eldritch Dark, ma lo fa con maggior qualità. La sensazione è che oramai ci sia un feeling più Occult Rock che Doom a guidare il songwriting dei nostri e una maggior propensione per le melodie di facile prese come in Half Moon Sreet o nell’ancora Pop oriented Flower Phantoms. La ballata The Weird of Finisterre sembra invece la naturale prosecuzione di Lord Summerisle (sempre da The Eldritch Dark). Old Fires recupera in parte l’aggressività dei vecchi tempi, ancora un ottimo pezzo senza alcuna ombra di dubbio. I giochi si chiudono degnamente con le melodie medievali di Things Present, Things Past.

I Blood Ceremony stanno cercando nuove vie per esprimere la loro arte, senza rinnegare il passato, tutt’altro. Questo grazie anche alle solite atmosfere senza tempo create per chiudere l’ascoltatore in un’ampolla temporale in grado di trasportarne la mente in tempi remoti, ma facendolo rimanere coi piedi ben piantati nel presente. Bravi.

INFO:

ANNO:2016
LABEL: Rise Above
SITO WEB: Blood Ceremony

TRACKLIST:

01.The Devil's Widow
02. Lorely
03. The Rouge's Lot
04. Lord of Misrule
05. Half Moon Street
06. The Weird of Finisterre
07. Flower Phantoms
08. Old Fires
09. Things Present, Things Past


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